Mask of Mamuthone
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Hahoe Mask Museum  

Una leggenda sulla Maschera Hahoe e su Huh lo scapolo.
Un giovane uomo chiamato Huh Doryong viveva ad Hahoe, un villaggio in Corea.
Egli ebbe una rivelazione durante il sonno: era il guardiano divino del suo villaggio. La mattina seguente fece  voto che si sarebbe dedicato alla realizzazione di maschere.
Egli eseguì i suoi lavaggi rituali e sistemò delle funi per proibire l’ingresso agli estranei in casa sua.
In quei giorni, una giovane ragazza, che era follemente innamorata di Huh doryong ma che non riusciva a vederlo, volle sapere che cosa stesse facendo. Così sbircio’ da un buco della tenda di Huh doryong. La sua azione violo’ la regola divina di Huh doryon. Egli vomito’ sangue e morì all’istante. Cosi egli non potè finire il mento della maschera Imae, il suo ultimo lavoro. Fino ad oggi, la maschera Imae, senza mento, è stata tramandata di generazione in generazione.
La gente del villaggio costruì un altare vicino al tempio del Dio locale. Ogni anno molti sacrifici vennero offerti con l’intento di consolare lo spirito di Huh doryong. Tuttavia, nessuna traccia di quell’altare è mai stata trovata.



Mask dance drama
 

Hahoe Pyolshin-Gut T'al-nori.
Hahoe Pyolshin-Gut T'al-nori è una cerimonia di maschere che si fa  nel villaggio di Hahoe Maeul,  P'ungch'on-myon Andong City, Kyongsangpuk-do e che viene tramandata dalle classi povere dalla metà del 12 secolo.
Haoe Maeul, così come il villaggio di Pungsan Ryu, ha conservato al meglio la vita e la cultura dei suoi antenati. L’intero villaggio è stato eletto Bene Culturale Folkloristico Materiale N. 122.
I suoi elementi topografici richiamano un fiore di loto galleggiante su un corso d’acqua; il fiume Nekton e la catena montuosa che circonda il villaggio formano il simbolo Taegeuk (Yin-Yang).
La sua posizione non è facilmente accessibile agli stranieri, a est per via della zona vulcanica di Hwasan e al nord, al sud e ad est perché circondato dal fiume. Queste condizioni di isolamento geografico hanno reso Hahoe Maeul sicura dalle invasioni di stranieri. Il suo magnifico paesaggio  naturale ha destato emozioni entusiasmanti tra la gente del villaggio, diventando cosi un impulso per la creazione del bellissima cerimonia di Hahoe Pyolshin-Gut T'al-nori.

L’esibizione delle Maschere Coreane viene distinta in: la danza rituale di Sonang (il villaggio sciamano) e la danza rituale di Sandae (lo scenario montagnoso). Hahoe Pyolshin-Gut T'al-nori appartiene al primo tipo rituale,  e al simile rituale del villaggio di Pyolshin-Gut anche se conserva intatte le sue peculiari caratteristiche drammatiche. I sacrifici rituali dei villaggi si svolgevano il 15 gennaio e l’8 di aprile (giorno del compleanno di Buddha) di ogni anno secondo il calendario lunare nel Hahoe Maeul. Seonghwangshin era la dea del villaggio nata nell’ anno di Mujin, e il rituale annuo per questo fu chiamato con lo stesso nome. Pyolshin-Gut T’al-nori insieme a Dongje furono celebrate da un oracolo (discendente di Dio) ogni tre, cinque o dieci anni in occasione di malattie o epidemie che colpivano il villaggio. La struttura di Pyolshin-Gut è composta di quattro parti: la discesa di Dio, il benvenuto a Dio, il compiacere Dio e il suo commiato.  T’al-nori appartiene alla terza parte. Infatti, si credeva che compiacere Dio avrebbe allontanato i disastri e avrebbe generato buoni auspici per gli abitanti del villaggio. La quintessenza del T’al-nori è di rivelare la relazione conflittuale tra Yangban (la classe dominante) e Sangmin (la classe dominata) svelando la menzogna di Yangban e Sonbi (la classe dominante del tempo). Inoltre vuole rivelare il Buddismo corrotto di quei tempi attraverso Chung, una violazione dei comandamenti dei Monaci, che sarcasticamente sottolinea le gioie e I dolori della classe sottomessa. Allo stesso modo, la classe povera di Hahoe Maeul non aveva nessuna esitazione nel ridicolizzare la società e rivelare cosi I loro piu repressi sentimenti. T’al-nori, che criticava la classe dominante della società in cui status e ordine venivano rigorosamente controllati,  fu celebrato, sotto il tacito consenso e il supporto economico di Yangban, a Maeul, il villaggio di Yangban. La rappresentazione si concluse con la pace e l’armonia tra classe dominate e classe repressa, Yangban e Sangmin.
Cosi  Sangmin riuscì a calmare i suoi sentimenti di delusione, e Yangban apprese un nuovo stile di vita ridimensionando le proprie lamentele.  Cosi, I conflitti e I problemi tra le classi all’interno della comunità passarono attraverso la rappresentazione di T’al-nori nel villaggio riutale di Pyolshin-Gut, e che ancora una volta ebbe il compito di rinforzare il già esistente sistema della comunità. L’ultima Hahoe Pyolshin-Gut T’al-nori fu rappresentata nel1928, e fu recuperata nella sua forma originale dalla Società di Ricerca dall’ Hahoe Mask Dance Drama nel 1973.
Il governo Coreano elesse questo T’al-nori come Bene Culturale di Importanza  Intangibile N. 69 nel  Novembre 1980.

La scena Kangsin Madang.
Il Kangsin (L’ invocazione al Dio) rappresenta le preghiere dedicate al dio locale affinché possa discendere nel Tempio.  Lo scoccare di campane in un albero sacro rappresenta la discesa del Dio. L’altro albero grande al quale sono appese le campane diventa il corpo divino del Dio locale, e solo quando l’albero smette di far suonare le campane la danza rituale delle Maschere Hahoe Mask può avere inizio.

La scena Mudong Madang.
Kakshi (La giovane Donna) entra “sulle spalle di un uomo” (Mudong). Kakshi  è la personificazione della Dea Locale. La sua insistente richiesta di riso e denaro potrebbe avere origine divine. Tutte le sue azioni garantiscono virtu’ e benedizioni. Kakshi non dovrebbe mai toccare Terra. Lei è sempre al di sopra della gente comune. Il fatto che lei interpreti il ruolo della Dea locale è ribadito dal fatto che si muove sempre sulle spalle di un uomo.

La scena Mudong Madang

 

La scena Chuji Madang.
Chuji significa leoni; loro rendono sacro il luogo della cerimonia allontanando demoni e spiriti maligni.

Paekchong Madang Scene

La scena Paekchong Madang (il Macellaio).
Paekchong (il Macellaio) ha l’istinto di abbattere un toro ed estrarne cuore e testicoli.  Dopodichè, Paekchong deride le attitudini autoritarie della classe dominante che era solita reprimere i propri istinti sessuali. Inoltre ridicolizza la classe dirigente anche con discorsi umoristici. Le sue azioni fanno ridere il pubblico e possono  rappresentare atti liberatori dei tabù sessuali.

La scena Paekchong Madang

Halmi (la Nonna).
Halmi (La Nonna) racconta la vita miserabile che ha vissuto da quando diventò vedova all’età di 15 anni, cantando Beteulga (Una canzone per un ombra).

Halmi (la Nonna)
La scena Kangsin Madang

La scena Chung Madang (il Monaco nomade).
Pune (La ragazza facile) improvvisamente si accovaccia e urina. All’istante, Chung (il Monaco Nomade) si eccita nel guardarla. Danzano insieme e subito vengono scoperti. Questa danza deride i conflitti istintivi dell’uomo e rivela lo stato di corruzione dei monaci in quei giorni.

 
La scena Chung Madang
La scena di Honrye Madang (cerimonia di nozze).
La Honrye (una semplice cerimonia di nozze)si svolge al tramonto su una stuoia di paglia disposta su un prato vicino all’ingresso del villaggio.  Questa scena racconta lo svolgersi della prima notte di nozze. Dormire sulla stuoia significa fertilità e produttività. Si crede che la coppia concepirà presto un figlio.

Yangban (l’Aristocratico ) e Sonbi (Lo Scolaro ) sono orgogliosi del loro status e della loro saggezza e lottano per avere Pune, la ragazza facile. Essi smettono di litigare e alla fine danzano insieme a Pune. Ma lotteranno ancora per chi si aggiudica i testicoli da Paekchong (il Macellaio).

La scena Honrye Madang
La scena Shinbang Madang (la stanza delle nozze).
Questa scena si svolge a mezzanotte per tenere viva l’atmosfera di Shinbang (la stanza delle nozze). Chonggak (lo sposo) si propone a Kakshi (la Sposa) e le scioglie il nodo sul suo ornamento nuziale. Lui l’abbraccia e quindi si stendono.

 

Sotto, il villaggio Hahoe.

Il villaggio Hahoe

La scena Shinbang Madang